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LOOK AT YOURSELF (URIAH HEEP 1971) Secondo il mio modesto parere,"Look at yourself" è l'erede naturale del famoso album "In rock" registrato un'anno prima dai Deep Purple. Le uniche differenze di base,si trovano solo nel fatto che "July morning",nonostante sia quasi un "clone" di "Child in time",non ha la stessa energia,data la mancanza di un'assolo molto tecnico come quello di Ritchie Blackmore (per ascoltare un'assolo tecnico degli Uriah Heep,vi consiglio "The magician's birthday" del 1972...) e nel fatto che "Look at yourself" contiene anche una ballata soft eseguita al piano da Ken Hensley,intitolata "What should be done". Il disco si apre con la vertiginosa e possente "Look at yourself":oltre 5 minuti e mezzo di hard rock "urlato" dove gli strumenti vengono tirati al massimo,(secondo il classico stile tipico dei Deep Purple) per eseguire assoli energici,ma allo stesso tempo orecchiabili. il 2° brano si intitola
"I wanna be free" e ricalca un pò la ritmica chitarristica di
"Gipsy" (il primo successo degli Uriah Heep del 1970);un'arpeggio
di chitarra elettrica che si fonde sia con le tastiere di Ken Hensley,sia
con la voce di David Byron. A concludere la 1° parte dell'opera troviaamo la magistrale "July morning",che (come già anticipato) assomiglia parecchio alla base di "Child in time" dei Deep Purple,dove nel mezzo della sua esecuzione,troviamo un'armonioso assolo di tastiere,e nella sua conclusione,un ripetitivo giro di chitarre elettriche,integrate da altri assoli chitarristici (probabilmente sovraincisi). "Tears in my eyes" è un rock'n roll sanguigno, che apre la seconda parte del disco;la meravigliosa base di questo pezzo,viene intervallata da alcune parti corali (tipico "marchio di fabbrica" degli Uriah Heep"),per poi concludersi e lasciare spazio alla durissima "Shadows of grief":oltre 8 minuti di puro rock "duro" nel quale emerge soprattutto l'organo del grandioso Ken Hensley. "What should be done" è una ballata suonata al pianoforte,impregnata da un'ulteriore suono tastieristico di sottofondo,il quale crea una particolare atmosfera. Il disco si conclude con "Love machine" ennesimo brano "pesante",sostenuto dalla chitarra di Mick Box,dall'organo di Ken Hensley e dalla voce urlata di David Byron,che farà (insieme alla maggior parte dei brani) di questa opera,il disco più "heavy" mai prodotto finora da questa fantastica band. |
| MIDI IN ESECUZIONE:"LOOK AT YOURSELF" (1971) |